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Isidoro Bergaglio: lo scopritore di Fausto Coppi PDF Stampa E-mail
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ISIDORO BERGAGLIO:
 
come ho scoperto Fausto Coppi.
 
di Carlo Delfino 

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Isidoro Bergaglio partecipa al Circuito degli Assi nel 1940 

Nato nel 1914 a Tassarolo in provincia di Alessandria. Terzo di sei fratelli, la sua famiglia era contadina. Il lavoro era tanto ma la terra dava loro da mangiare. La passione per la bicicletta gli è venuta quasi per caso vedendo le corse che tutte le domeniche passavano per le colline dell' alessandrino e le prime gare le fece che aveva già vent'anni. Serravalle, Tortona, Cremolino, Bosco Marengo

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Isidoro Bergaglio nel 1943 
 
Il più forte del gruppo era un certo Ighina, routier dai finali brucianti e dal fisico alla Cipollini. Purtroppo scomparirà in Russia durante la Guerra. Coppi in quegli anni non lo vedeva nemmeno, tanto arrivava indietro rispetto a lui. Ma Bergaglio avevo quattro o cinque anni più di Fausto e l'età conta. Nel "38 e "39 era uno dei più forti dilettanti e passò così indipendente per poter partecipare alle corse che contano ma anche a quelle promiscue dove c'erano dei bei premi. Penso che la Guerra lo abbia danneggiato ma non più di tanto perchè ben presto si rese conto che non avrebbe combinato granchè .
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Isidoro Bergaglio alla crono scalata Broni 
 
Nel "42 si sposò; le ultime corse le fece nell'immediato dopoguerra. Ma dopo ha continuato a pedalare per conto suo tra le colline novesi. Per vivere fece il venditore ambulante. Ha vissuto serenamente e serenamente è morto una decina di anni fa circondato dall'affetto dei familiari.
 
Fosse ancora tra noi parlerebbe così: -Non voglio annoiarvi con le mie insignificanti imprese ciclistiche o la mia vita tuttosommato modesta, voglio invece parlarvi del mio amico Fausto ed è un'occasione speciale perchè sono sempre stato restio a raccontare di lui durante la mia esistenza anche se moltissimi mi hanno chiesto di Coppi, di come ci siamo conosciuti, di come pedalavamo assieme, delle corse, degli allenamenti, di Cavanna... Ecco, sì; Biagio Cavanna.
 
Nel "35 ho avuto modo di conoscerlo e gli chiesi più volte di spiegarmi come bisognasse allenarsi e come preparare la bicicletta . Era un mago del ciclismo perchè aveva girato il mondo dietro alle corse, perchè sapeva tutto, perchè conosceva e massaggiava Girardengo, Guerra, Rinaldi, Negrini... ma purtoppo stava perdendo la vista e nel giro di pochi mesi divenne cieco. Passò un brutto momento e non voleva più uscire di casa, pertanto mandava me a fare gli acquisti in città. Dal salumiere Merlani incontrai per la prima volta Fausto che lavorava come commesso e, usando la bicletta per andare e venire da Castellania gli era venuta la passione e incominciava a fare qualche corsetta.
 
Passarono alcuni mesi e capitò di trovarlo in allenamento sulle strade. Lo invitai a venire con me, insegnandoli quel che sapevo. Nel "37 cominciammo a fare qualche corsa insieme ma lo staccavo regolarmente sulla Molarola, sulla Castagnola e anche in pianura. Lo staccavo, finchè un bel giorno sulla Bocchetta non fu lui a lasciarmi indietro. Il fenomeno si ripetè nelle settimane seguenti e capii che andava veramente forte. Gli dissi:- Fausto, tu diventerai un campione; parlerò di te a Cavanna.- L'orbo mi chiese di portarlo da lui e così feci. Fausto era timidissimo e al cospetto di Cavanna divenne ancora più chiuso.
 
Per l'occasione gli portò due galline pronte a farsi tirare il collo. Biagio ispezionò la schiena e la muscolatura di Coppi toccandolo con le sue mani e confermò le mie impressioni. Era nato un sodalizio destinato a durare vent'anni. Fausto, si, Fausto era un amico e lo rimase per sempre. Una volta ricordo che decidemmo di partecipare alla Tre Valli e partimmo in bicicletta per Varese con due mele in tasca; crisi di fame, un prete a Gallarate ci diede un pezzo di pane perchè gli facemmo pena.
 
Un' altra volta andammo ad Ospedaletti per una corsa e ci capitò di dormire in una stanza piena di pidocchi. Fausto riuscì a dormire un paio d'ore, io invece non chiusi occhio tutta notte. Al Genovese di Varazze invece pidocchi non ce n'erano, si stava benissimo, si mangiava ottimamente e i padroni ci trattavano bene perchè Coppi aveva vinto il Giro d'Italia e chi aveva vinto il Giro era considerato importante come un Re, e io ero suo amico, pertanto...
 
Un'altra volta, ma Fausto era prigioniero in Africa, mi trovai per caso sotto il fuoco di un aereo mitragliatore e per sfuggire alle raffiche mi gettai in un pozzo con bici e tutto il resto. Dopo la guerra, una volta Magni mi disse: - Bergaglino, tu che sei stato da Cavanna mi faresti i massaggi prima della gara?- Quella volta Magni vinse, e mi piace pensare con una punta d'orgoglio che fu anche un po' merito mio....
 

ISIDORO BERGAGLIO: Nato a Tassarolo (Alessandria) il 6 Maggio 1914 e scomparso a Novi Ligure (Alessandria) l'11 luglio 2003.

RISULTATI:

  • 1940 Coppa Berruti, Tortona 1^
  • 1940 Gran Premio Gerbi, Asti 6^ 
  • 1940 Targa Gigi DellAcqua, Cerro Maggiore 5^
  • 1941 Trofeo Cavanenghi, Alessandria 1^
  • 1941 Torino-Biella 24^
  • 1942 Milano-Modena 12^
  • 1942 Tre Valli Varesine 18^
  • 1944 Coppa Piero Marin, Pavia 8^
  • 1945 Coppa Boero,Genova 8^

 

 
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