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Giro d'Italia d'Epoca 2013

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L'Eroica 2013

a cura di Livio Iacovella 
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  • L'Eroica 2013: le prenotazioni per il sorteggio sono iniziate.
  • L'Eroica 2013: da quest'anno iscrizioni a sorteggio
  • L'Eroica 2013: anche in Giappone
  • L'Eroica 2012: un regalo a pedali per quasi 5500 appassionati da tutto il mondo
  • L'Eroica 2012: passione e solidarietà
  • L'Eroica 2012: da poco meno di 100 nel 1997 a circa 5.500 di domenica 7 ottobre 2012

Giro d'Italia d'Epoca 2012

Le 11^ Tappe 
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Ciclismo eroico

a cura di Carlo Delfino
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I campioni del ciclismo

a cura di Gianni Trivellato
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I Girini sconosciuti

  a cura di Giampiero Petrucci 
 
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La nostra redazione, in collaborazione con Giampiero Petrucci, il noto storico di ciclismo, dato l'avvicinarsi del Giro d'Italia, decide di dedicare un'apposita rubrica ai girini più sconosciuti, riprendendo ed ampliando quanto apparso sul fortunato libro W tutti (edito da Bradipolibri)  che sta avendo un grande successo editoriale nonchè recensioni entusiaste.

Ciclisti eroici

a cura di Leonardo Arrighi
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Vendesi Pogliaghi Italcorse anno 1960

        Vendesi   Pogliaghi Italcorse   pista anno 1960 (conservata)     ...
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La Medicea 2013: III^ tappa GIDE

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LA CAMPIONISSIMA di Molare (Al)

      I FORZATI DELLA STRADA HANNO FAME....!!! (soprattutto a MOLARE…) di Carlo Delfino     Molare (Al) 12 ma...
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LA CAMPIONISSIMA di Molare (Al)

            DUECENTO "EROICI"  IN NOME DI FAUSTO E COSTANTE  PARTECIPA...
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Giovanni Valetti PDF Stampa E-mail
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Giovanni Valetti
pag.02 Il primo anti-Bartali:Giovanni Valetti
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1939, IL PRIMO ANTI-BARTALI:

GIOVANNI VALETTI

a cura di
C. Delfino e G. Petrucci 
 
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I due protagonisti Bartali e Valetti 

Primavera 1939. Venti di guerra scuotono l’Europa. Hitler, dopo l’annessione di Austria e Sudeti,non sembra accontentarsi. Mussolini, per non sfigurare di fronte all’alleato, invade l’Albania.

L’Italia si sta scavando la fossa con le sue mani ed in troppi fanno finta di niente.Il 27° “Giro d’Italia”, che per la prima ed unica volta nella storia viene anticipato alla fine di Aprile per favorire la preparazione dei nostri alfieri ai Mondiali di Varese 
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(mondiali stoppati dal conflitto), si inserisce in questo preoccupante contesto con la solita giocosa e spensierata irruenza.19 tappe, quattro riposi, niente abbuoni, ammesso il cambio di ruote tra concorrenti della stessa squadra in caso di foratura.
 
Si prevede uno scontro tra titani: Bartali contro Valetti. Il primo,ventiquattrenne fiorentino, è il fenomeno del momento: il “Tour de France” 1938 ha completato la sua straordinaria escalation, iniziata nel 1935 con il “tricolore” alla prima stagione da “pro”. Due“Giri” (1936 e 1937), un “Lombardia” (1936), un altro “tricolore” (1937), l’ultima “Sanremo” e un’altra decina di classiche non lasciano dubbi: Bartali è già entrato di diritto tra i “campionissimi”. Al contrario, il venticinquenne Valetti non è apprezzato come meriterebbe, anche per quel suo carattere taciturno e senza slanci polemici che non lo fa amare né dai giornalisti né dai tifosi.
 
Da buon piemontese (è nato a Vinovo), Valetti preferisce i fatti alle parole come le corse a tappe alle prove in linea: 5° al “Giro” nel 1936 e secondo dietro Bartali l’anno seguente, ha vinto la “corsa rosa” nel 1938, dominando su Terminillo e Dolomiti, aggiudicandosi pure la graduatoria dei GPM es tabilendo la nuova media-record. Ma, dicono i maligni, Bartali (a riposo per il “Tour”) non era presente. Il fiorentino è assente pure al “Giro di Svizzera” che Valetti, primo italiano nella storia,stravince, staccando tutti sul S. Bernardino e sul terribile Furka.
 
Il giornalista-tecnico Guido Giardini resta impressionato dalla forza e dalla determinazione del torinese che, ottimo in salita e sul passo, si dimostra atleta completo, particolarmente adatto alle corse a tappe. Ma nonostante i lusinghieri giudizi il suo destino di brillante stella nel firmamento ciclistico pare oscurato dalla “luce” del favoritissimo Bartali. Il “Giro” del 1939 si trasforma in un inevitabile botta e risposta tra questi due campioni. La lotta si fa subito aspra: il primo knock-down è a favore del fiorentino e ha addirittura l’aspetto di un K.O.: sul Colle Caprile, Bartali approfitta dell’inaspettata crisi di Valetti che perde cinque minuti.Gino vince a Genova, indossa la “rosa” e tutto pare già finito.
 
Ma le parti si invertono il giorno seguente: Bartali fora sul Bracco e lo scatenatoValetti trascina un gruppetto fino al traguardo di Pisa dove Cinelli vince e conquistaa sorpresa il primato. Bartali, sfiduciato e senza gregari all’altezza, accusa sette minuti! A questo punto in tanti cominciano a pensare al “terzo che gode”,vale a dire il rosso romagnolo Mario Vicini, valido in salita e potente a cronometro; un uomo per tutte le stagioni. La cronoscalata del Terminillo, primo vero momento-chiave, ha un esito chiarificatore: in 14 km e spingendo un 48X18 che la dice lunga sulla sua potenza di passista-scalatore, Valetti infligge 28” a Bartali, portando il suo margine in classifica sul rivale a sfiorare i due minuti.
 
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Intanto però emergono, non senza sorpresa, personaggi inaspettati: lo sconosciutoSaponetti (campano trapiantato a Roma) vince due tappe, i giovani Bizzi e Leoni svettano tra i velocisti, Marabelli coglie l’attimo a Senigallia e Servadei si impone, profeta in patria, a Forlì dove una caduta elimina Cinelli, permettendo a Secondo Magni di guadagnare la testa della “generale”.Costui, toscano di Massarella, è un gregario di Bartali che, in un “Giro” più incerto del previsto,non può accettare un simile affronto: quando Cottur fa il diavolo a quattro sul Muraglione e Magnifora, Gino ordina ai suoi di lasciare il compagno al proprio destino.
 
Mai vista la “maglia rosa” sola ed abbandonata! Non contento, Bartali vince in volata a Firenze dove però, ironia della sorte,Valetti torna leader della “generale”, in un tourbillon appassionante. In casa Legnano si respira un certo nervosismo, ma Gino non si discute…Per inciso, il 7 maggio si assiste ad un evento unico e irripetibile nella storia del Giro d’Italia.La maglia rosa, pronta ai colpi di scena e votata allo spettacolo, cambia tre padroni in un solo giorno, o meglio in sole nove ore. Da Senigalia è Cinelli a partire fasciato di rosa, ma a Forlì è Magni Secondo a vestire le insegne del primato.


 
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