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Giovanni Valetti PDF Stampa E-mail
Indice articolo
Giovanni Valetti
pag.02 Il primo anti-Bartali:Giovanni Valetti
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1939, IL PRIMO ANTI-BARTALI:

GIOVANNI VALETTI

a cura di
C. Delfino e G. Petrucci 
 
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I due protagonisti Bartali e Valetti 

Primavera 1939. Venti di guerra scuotono l’Europa. Hitler, dopo l’annessione di Austria e Sudeti,non sembra accontentarsi. Mussolini, per non sfigurare di fronte all’alleato, invade l’Albania.

L’Italia si sta scavando la fossa con le sue mani ed in troppi fanno finta di niente.Il 27° “Giro d’Italia”, che per la prima ed unica volta nella storia viene anticipato alla fine di Aprile per favorire la preparazione dei nostri alfieri ai Mondiali di Varese 
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(mondiali stoppati dal conflitto), si inserisce in questo preoccupante contesto con la solita giocosa e spensierata irruenza.19 tappe, quattro riposi, niente abbuoni, ammesso il cambio di ruote tra concorrenti della stessa squadra in caso di foratura.
 
Si prevede uno scontro tra titani: Bartali contro Valetti. Il primo,ventiquattrenne fiorentino, è il fenomeno del momento: il “Tour de France” 1938 ha completato la sua straordinaria escalation, iniziata nel 1935 con il “tricolore” alla prima stagione da “pro”. Due“Giri” (1936 e 1937), un “Lombardia” (1936), un altro “tricolore” (1937), l’ultima “Sanremo” e un’altra decina di classiche non lasciano dubbi: Bartali è già entrato di diritto tra i “campionissimi”. Al contrario, il venticinquenne Valetti non è apprezzato come meriterebbe, anche per quel suo carattere taciturno e senza slanci polemici che non lo fa amare né dai giornalisti né dai tifosi.
 
Da buon piemontese (è nato a Vinovo), Valetti preferisce i fatti alle parole come le corse a tappe alle prove in linea: 5° al “Giro” nel 1936 e secondo dietro Bartali l’anno seguente, ha vinto la “corsa rosa” nel 1938, dominando su Terminillo e Dolomiti, aggiudicandosi pure la graduatoria dei GPM es tabilendo la nuova media-record. Ma, dicono i maligni, Bartali (a riposo per il “Tour”) non era presente. Il fiorentino è assente pure al “Giro di Svizzera” che Valetti, primo italiano nella storia,stravince, staccando tutti sul S. Bernardino e sul terribile Furka.
 
Il giornalista-tecnico Guido Giardini resta impressionato dalla forza e dalla determinazione del torinese che, ottimo in salita e sul passo, si dimostra atleta completo, particolarmente adatto alle corse a tappe. Ma nonostante i lusinghieri giudizi il suo destino di brillante stella nel firmamento ciclistico pare oscurato dalla “luce” del favoritissimo Bartali. Il “Giro” del 1939 si trasforma in un inevitabile botta e risposta tra questi due campioni. La lotta si fa subito aspra: il primo knock-down è a favore del fiorentino e ha addirittura l’aspetto di un K.O.: sul Colle Caprile, Bartali approfitta dell’inaspettata crisi di Valetti che perde cinque minuti.Gino vince a Genova, indossa la “rosa” e tutto pare già finito.
 
Ma le parti si invertono il giorno seguente: Bartali fora sul Bracco e lo scatenatoValetti trascina un gruppetto fino al traguardo di Pisa dove Cinelli vince e conquistaa sorpresa il primato. Bartali, sfiduciato e senza gregari all’altezza, accusa sette minuti! A questo punto in tanti cominciano a pensare al “terzo che gode”,vale a dire il rosso romagnolo Mario Vicini, valido in salita e potente a cronometro; un uomo per tutte le stagioni. La cronoscalata del Terminillo, primo vero momento-chiave, ha un esito chiarificatore: in 14 km e spingendo un 48X18 che la dice lunga sulla sua potenza di passista-scalatore, Valetti infligge 28” a Bartali, portando il suo margine in classifica sul rivale a sfiorare i due minuti.
 
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Intanto però emergono, non senza sorpresa, personaggi inaspettati: lo sconosciutoSaponetti (campano trapiantato a Roma) vince due tappe, i giovani Bizzi e Leoni svettano tra i velocisti, Marabelli coglie l’attimo a Senigallia e Servadei si impone, profeta in patria, a Forlì dove una caduta elimina Cinelli, permettendo a Secondo Magni di guadagnare la testa della “generale”.Costui, toscano di Massarella, è un gregario di Bartali che, in un “Giro” più incerto del previsto,non può accettare un simile affronto: quando Cottur fa il diavolo a quattro sul Muraglione e Magnifora, Gino ordina ai suoi di lasciare il compagno al proprio destino.
 
Mai vista la “maglia rosa” sola ed abbandonata! Non contento, Bartali vince in volata a Firenze dove però, ironia della sorte,Valetti torna leader della “generale”, in un tourbillon appassionante. In casa Legnano si respira un certo nervosismo, ma Gino non si discute…Per inciso, il 7 maggio si assiste ad un evento unico e irripetibile nella storia del Giro d’Italia.La maglia rosa, pronta ai colpi di scena e votata allo spettacolo, cambia tre padroni in un solo giorno, o meglio in sole nove ore. Da Senigalia è Cinelli a partire fasciato di rosa, ma a Forlì è Magni Secondo a vestire le insegne del primato.


 
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