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La nostra redazione, in collaborazione con Giampiero Petrucci, il noto storico di ciclismo, dato l'avvicinarsi del Giro d'Italia, decide di dedicare un'apposita rubrica ai girini più sconosciuti, riprendendo ed ampliando quanto apparso sul fortunato libro W tutti (edito da Bradipolibri)  che sta avendo un grande successo editoriale nonchè recensioni entusiaste.

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 Libri sul ciclismo eroico
 
 Il ricercatore e studioso del ciclismo
 
dei pionieri Carlo Delfino premiato al
 
“Memorial Giampaolo Bardelli” di Pistoia
 
  a cura di Mario Labadessa
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da sinistra: Carlo Delfino e Giampiero Petrucci 
 
Carlo Delfino premiato a Pistoia, con la consegna di un attestato riservato alle personalità ritenute meritevoli dalla giuria del “Memorial Giampaolo Bardelli”, unica iniziativa al mondo attenta ai meriti dell’antidoping e dello sport pulito, giunta ormai alla sua XXVI edizione,con questa motivazione: “Particolare encomio agli scrittori-giornalisti del ciclismo Eroico” Dr. Carlo Delfino e Dr. Giampiero Petrucci, per la loro incessante produzione letteraria sul ciclismo degli anni ‘30 e ‘40, per ultimo “Il primo volo dell’Airone” in ricordo di Fausto Coppi.”

Immagini:
Le copertine di alcuni libri di successo degli autori.

 

Sabato 24 aprile sono stati in molti ad essere premiati, a iniziare dall’On.Roberto Maroni, Ministro dell’Interno, per l’attuazione della “Tessera del tifoso”, che si prefigge di contrastare la violenza nello sport; un segnaledella maggiore attenzione posta nei confronti delle problematiche etiche nella pratica sportiva, che se non deve tranquillizzare, ci fa sperare in una sempre maggiore presa di coscienza della pericolosità, che si annida tra le innumerevoli pieghe della pratica sportiva agonistica, ma purtroppoanche dilettantistica

Il Dott. Carlo Delfino, da noi contattato, ci ha confidato e resi partecipi della soddisfazione e gioia provata nel ricevere l’ambito riconoscimento;un premio alla sua tenacia, al certosino lavoro di ricerca, analisi e sviluppo di una miriadi di dati, di resoconti e specifici episodi, raccontati con tanta passione in numerose e sempre fortunate pubblicazioni, di seguito elencate:

  • “Mio fratello Gepin” del 1997. Racconta gli esordi, la carriera, le imprese di Giuseppe Olmo, il più grande corridore ligure di tutti i tempi. Attraverso i racconti del fratello Michele Olmo viene ricostruito il carattere, la passione sportiva e la grinta agonistica del primatista dell’ora nonché vincitore di ben due Milano-Sanremo al termine di volate di gruppo ristretto e con grandi campioni. Non solo : pistard e stilista eccezionale, campione olimpico, sprinter astuto e resistente, cronoman di grande scuola.
  • “Diario di un routier” del 1998. “Routier” dal francese “route”, strada.Quindi: diario di un corridore stradista dei primi anni del ‘900. Non un protagonista ma un corridore di secondo piano che però onora con passione e spirito di gruppo le corse dei pionieri entrando in contatto con Gerbi, Ganna, i francesi , Girardengo, Belloni, Brunero. La storia, che inizia da un quadernetto ritrovato su una bancarella di un mercatino ed appartenuto al protagonista del racconto, propone il ritratto di un’epoca che in pochi conoscono e che questo libro riesce a ricostruire con maestria.
  • “C’era una volta la Milano-Sanremo” del 1999. La Milano-Sanremo è adesso una gara per velocisti , una volta era invece una corsa dura, ad eliminazione. Terminare una Sanremo, soprattutto correrla da protagonista, voleva dire avere un carattere ed una tempra al di fuori del comune. Tra aneddoti e leggende, tra bellissime immagini ed ordini di arrivo circostanziati, vengono ripercorse le edizioni eroiche della “Classicissima di Primavera” fino al 1949, quando il grande Fausto Coppi portò a termine la sua terza fuga sulle strade della Riviera.
  • “Giuseppe Olivieri sprinter italien” del 2000, è la storia del forte velocista ligure di nascita ma cresciuto ciclisticamente in Francia dove impara l’arte della pista e si fa valere nonostante l’interruzione dovuta alla prima guerra mondiale. Rientrato in Italia diventa stradista e seigiornista di rango esibendosi su tutti i legni del mondo per concludere poi la sua carriera nell’ambiente delle due ruote come “maestro” di Olmo e direttore sportivo di squadre professionistiche nell'immediato dopo guerra.
  • “Coppi in Riviera” del 2002, è l’album fotografico del Campionissimo e dei suoi compagni di squadra della “Bianchi” in allenamento a Varazzenei leggendari anni ‘50. Ne emerge il ritratto dell’uomo Coppi, non “uomo solo” come di solito è definito dall’agiografia sportiva, ma persona disponibile, gentile, ben disposto verso i tifosi ed i cittadini in un mondo meno esasperato , più povero di soldi ma più ricco di umanità e di sentimenti. Una raccolta di oltre 100 foto inedite e di grande interesse.
  • “Diario di un suiveur” del 2002, è la continuazione del “Diario di un routier”. “Suiveur” è un termine intraducibile se non con un elegante gioco di parole : in sostanza è una persona che segue le corse, partecipa alle vicende del gruppo ed è sempre informato di ciò che accade nel mondo del ciclismo. Il protagonista racconta del periodo successivo alla cessazione dell’attività agonistica allorchè , nel periodo intercorrente tra la prima e la seconda guerra mondiale, si dedica a seguire gli altri corridori raccontandone le gesta, le emozioni e le soddisfazioni ottenute nel fare lo sport più bello del mondo.Dal 2007 Carlo Delfino ha attivato una proficua collaborazione con Giampiero Petrucci , realizzando una serie di interessanti volumi.
  • “Giovanni Brunero" – "il ciclismo delle strade bianche” del 2008, è il racconto del ciclismo vero, il ciclismo del fango, il ciclismo della fatica e delle strade bianche per ricordare un campione sconosciuto ai più, anche ai tanti che si vantano di “conoscere il ciclismo”. E’ un interessante volume su quel grande scalatore e passista piemontese che negli anni venti riuscì ad imporsi in tre edizioni ( 1921, 1922, 1926) del Girod’Italia, in due Giri di Lombardia e in una Milano- Sanremo, in competizione con atleti del rango di Girardengo, Binda e Belloni, veri “mostri sacri” del pedale di allora.
  • “Giovanni Valetti il campione che sconfisse il mito” del 2008, è la storia sportiva di Giovanni Valetti campione degli anni ‘30 che seppe battere anche Gino Bartali. Questo lavoro nasce da un’ingiustizia: la dimenticanza e la sotto valutazione della carriera di un campione del ciclismo italiano. Un atleta che vinse due “Giri d’Italia” consecutivi quando ancora il correre in bicicletta non era governato da alchimie chimiche e dove per primeggiare si dovevano possedere qualità fisiche e caratteriali di uomini “veri e duri”.
  • Storia Enciclopedica della Milano Sanremo2009, una vera e propria enciclopedia sulla storia della Classicissima con cronaca, classificati,1500 foto, palmares, dati anagrafici….560 pagine impedibili di notizie dati aneddoti ….
  • La Maledizione della “Rosa”, cronaca del giro 1931, ovvero quando fu introdotta la maglia rosa che si pensava potesse portare sfortuna in quanto chi la indossava andava regolarmente incontro a malasorte e ad incidenti di vario tipo.
  • Il primo volo dell’Airone, è un libro che racconta la prima grande vittoria di Fausto Coppi in una corsa a tappe. Il Giro del 1940 si svolge mentre in Europa infuria il disastroso conflitto mondiale voluto dall’Impero del Male. La corsa dovrebbe dirimere la questione per designare il più forte corridore a tappe tra Bartali e Valetti, trionfatori nelle ultime quattro edizioni della corsa rosa. Ma invece si fa luce questo ragazzo piemontese che strada facendo acquista convinzione nei suoi mezzi e porta a Milano una maglia rosa che nessuno avrebbe mai osato pronosticargli.
  • “Tano, la Busca!!” Il ciclismo di Tano Belloni, eterno secondo che sapeva vincere, è l’epopea del ciclismo eroico che attraversa la prima guerra Mondiale con un corridore che è anche un personaggio fantastico. Nato a Pizzighettone nel 1892, da fanciullo rischiò di morire annegato nell’Adda. Quando i suoi si trasferirono a Milano si dedicò in principio allo sport della lotta libera. Ballerino formidabile ed eccelso giocatore di carte e biliardo, fu grande protagonista del ciclismo di tempo di guerra (ricordiamo che Tano non fece il militare perché da ragazzo si amputò due falangi al tornio…) ma trovò ben presto sulla sua strada il primo Campionissimo: Costante Girardengo che, nonostante fosse un grande amico, lo batté spesso (da qui il soprannome). Tuttavia la sua carriera fu brillante e Tano trovò spazio anche all’estero dove ottenne successi importanti. Corridore completo anche in pista e anche nel ciclocross, non fece fatica ad imporsi nelle Sei Giorni d’oltre oceano. Ma una partenotevole della sua vita ciclistica si estese al dopoguerra con la sua presenza costante ed estrosa al seguito delle corse professionistiche e al Vigorelli di Milano di cui fu per una trentina d’anni il direttore.

 

 
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