mariofblogo.jpg

Bici Radar

banner2-be.jpg



Facebook share

CB Login

Chi e' online

Abbiamo 5 visitatori online

Cerca

Vendonsi abbigliamento epoca

001.jpg

Vendonsi scarpe vintage anni'70

001scarpe01.jpg

Facebook Bici D'Epoca

001facebook.jpg
 
 facebook 

Vendonsi Caschi vintage

001caschivintage10.jpg
Caschi vintage anni'70-'80 

Vendonsi occhiali vintage

La "Classicissima d'Epoca" 2016

0001.jpg

Vendonsi Bicicli-Grand-Bi

grandbi001.jpg  
Per informazioni e prenotazioni
clicca sull'immagine sopra

Giro D'Italia D'epoca 2014

 
CALENDARIO  
 
G.I.D.E. - V edizione 
 
LE TAPPE

  giroepoca.png
 
 

Tariffa Migliore

bollette.png

Tutti gli annunci gratis!!

manifestobicidepoca-001.gif
Per pubblicare o rispondere
agli annunci
REGISTRATI è gratis

Ciclismo eroico

a cura di Carlo Delfino
001carlodelfino.jpg

I campioni del ciclismo

a cura di Gianni Trivellato
001trivellato.jpg

I Girini sconosciuti

  a cura di Giampiero Petrucci 
 
001giampietropetrucci.jpg
 
La nostra redazione, in collaborazione con Giampiero Petrucci, il noto storico di ciclismo, dato l'avvicinarsi del Giro d'Italia, decide di dedicare un'apposita rubrica ai girini più sconosciuti, riprendendo ed ampliando quanto apparso sul fortunato libro W tutti (edito da Bradipolibri)  che sta avendo un grande successo editoriale nonchè recensioni entusiaste.

Ciclisti eroici

a cura di Leonardo Arrighi
001leonardoarrighi.jpg

Vendonsi biciclette vintage

001.jpg

Registro Storico Cicli

001registrostoricocicli.jpg

Ciclismoinminiatura

001ciclismoinminiatura.jpg

Decadence blogspot

La Repubblica

Meteo e Previsioni del tempo

meteologo.jpg

Francesco Moser

moser001.jpg

Rubrica: tecniche di restauro

001.jpg
La visione solo utenti registrati

Accessori e ricambi d'epoca

La visione solo per utenti registrati.

Ciclismo estremo

giulianocalore001.jpgsimone003.jpg
  
 
 
 

Videoteca Bici D'Epoca

 
video.png

Videoclip: Vendesi Bici Squadra Corse Bianchi 1954

Pedalando sempre più in alto.....

Vendesi bici della Squadra Corse Bianchi 1954

    Vendesi  bici Bianchi della Squadra Corse Bianchi 1954 (N° telaio 99.9033 cm 54x54) La bici con cui corse Michele Gismondi ....fedele gregario di Faus...
Read More ...

Nuove Maglie Vintage

Vendonsi Nuove Maglie Vintage ...
Read More ...

Vendonsi maglie d'epoca (repliche)

      Vendonsi   Maglie d'Epoca (repliche)   ante anni '30     Abbiamo disponibili maglie vi...
Read More ...

Syndication

CB Online

Nessun utente online

Bici d'Epoca

Pedalando nella storia

copertina.gif
La visione utenti registrati
Home arrow Notizie arrow Ultime arrow Recensioni libri: Viva Coppi!
Recensioni libri: Viva Coppi! PDF Stampa E-mail
stemmascortonato01.jpg

 

  

 

 Novità assoluta!

Viva Coppi! 

romanzo di Filippo Timo 

Uscita della Prima edizione: Maggio 2010.La vita del Campionissimo riscritta attraverso i racconti dei suoi cari e della sua terra.Un Coppi mai raccontato!

vivacoppi-001.jpg   

Viva Coppi!”
 
Ci porta per mano a scoprire la storia del Campionissimo dall’infanzia fino all’ultimo giorno di vita, attraverso uno sguardo intimo e affezionato, come di famiglia. Ma questo romanzo non svela solamente la storia di un uomo: ci catapulta all’interno del suo mondo. 
 
Prima nel mondo umile e contadino dell’infanzia del protagonista, poi in quello tragico della Guerra e infine in quello eroico e leggendario del ciclismo tra gli anni ’40 e ’50. “Viva Coppi!” cattura il lettore e dipinge un affresco dolce e affascinante dove non solo i personaggi, ma anche i luoghi, i suoni e i colori diventano attori di una grande corale. E così capita che la Storia della nazione, quella con la S maiuscola, venga a intrecciarsi con la storia piccola e quotidiana di un ragazzo di paese. E poi capita che quel ragazzo diventi un mito...
 
 
Le copertine del libro 
 
 
 
Marina Coppi: «...queste pagine si leggono con la leggerezza di una bella storia, ma dentro ci sono le vicende reali, sempre raccontate con affetto e sensibilità...»
 
Gianpaolo Ormezzano: «…veramente un lavoro straordinario… molti hanno “spogliato” la figura di Coppi: Filippo Timo la riveste, ci racconta tanto che non sapevamo, perché fa rivivere i racconti della sua terra: queste sono le sue strade, le voci sono quelle della sua gente...»
 
Nino Defilippis: «...davvero uno dei migliori libri su Fausto Coppi che io abbia mai letto...»˜
 

  Prefazione

a cura di Dino Messina


Qualche anno fa, mi pare nel primo autunno del 2005, nello stanzone della pagina letteraria del «Corriere della sera» - allora eravamo al pian terreno di via Solferino 28 - trovai, al rientro dalle vacanze, tre giovani stagisti di grande preparazione: due venivano dalla Normale di Pisa, il terzo era Filippo Timo e si era appena laureato a pieni voti in Lettere moderne all’Università di Pavia.
 
Come redattore anziano della pagina, presi a seguire questi futuri colleghi e dopo qualche giorno affidai a Filippo un pezzo. Un paio d’ore dopo “il compito” era pronto: non c’era una virgola fuori posto. È stato così che ho conosciuto Filippo Timo e ho scoperto però che la sua ambizione non era di fare il giornalista ma il professore universitario (dopo l’esperienza al «Corriere», infatti, è tornato in università e nel 2007 ha vinto il dottorato di ricerca in Filologia moderna).
 
Ma solo qualche mese fa, nel dicembre 2009, quando ho ricevuto le bozze di questo romanzo biografico su Fausto Coppi, ho capito che la vera vocazione di Filippo è quella dello scrittore.Pur non essendo un cronista sportivo, categoria che nonostante gli eccessi degli ultimi anni tanto ha dato al nostro mestiere (Gino Palumbo, Gianni Brera, Giorgio Fattori, per citare tre nomi che compaiono in questo libro), conosco i classici sul Campionissimo: Coppi e il diavolo di Gianni Brera, Caro Coppi di Orio e Guido Vergani, Un uomo solo di Rino Negri, Fausto Coppi: la tragedia della gloria di Jean Paul Ollivier. E poi i lavori di William Fotheringham, Giancarlo Governi, Guido Tartoni… Insomma, una letteratura varia e abbondante che fa venire spontanea la domanda: quale bisogno c’è, a cinquant’anni dalla scomparsa, di un altro libro sull’Airone di Castellania? Non sono forse stati raccontati a sufficienza l’amicizia-rivalità con Gino Bartali, le straordinarie qualità tecniche, la controversa vicenda privata (la separazione dalla prima moglie Bruna e la passione per Giulia, la Dama Bianca), il drammatico viaggio in Africa e la fine prematura, il 2 gennaio 1960?
 
Arrivato all’ultima pagina, il lettore si renderà conto che il racconto di Filippo Timo ha qualche marcia in più. Innanzitutto l’umiltà del filologo, la verifica cioè di ogni particolare magari sfuggito ai grandi Orio Vergani e Gianni Brera, che non erano stati soltanto cronisti delle gesta sportive ma anche amici di Fausto. Filippo è poi nato e cresciuto nelle stesse colline del campione. Suo nonno, Angelo Timo, che ritroviamo in una pagina che parla dello sfortunato fratello minore di Coppi, Serse, gli ha raccontato da sempre le gesta del campione, lo ha introdotto nella ristretta cerchia dei superstiti che custodiscono la vera memoria del mito. Così che questa biografia è un po’ l’omaggio della terra natale al suo campione.A Castellania, a Novi, a Tortona, ogni sasso parla ancora di Fausto Coppi.
 
E merito di questo romanzo, che ha il pregio della precisione, è di raccontare, come non ha fatto nessun altro, gli anni giovanili di Fausto: le origini contadine, le prime biciclette, a cominciare dalla mitica “tri fusil” di cui parla Brera, che altro non era che una BSA, gli anni di scuola, l’ambiente famigliare, il paesaggio, con il tragitto da Castellania a Novi, dove il piccolo Fausto andava ogni giorno a fare il garzone. Arrivati a metà del racconto, Fausto non ha ancora disputato una gara, ma è già il campione del futuro. Poi cominciano a entrare in scena i personaggi che oltre al padre Domenico, alla madre Angiolina, ai fratelli Livio e Serse, saranno determinanti per la formazione sportiva di Coppi. C’è innanzitutto Biagio Cavanna, “il mago cieco” di Novi che lo seguirà in tutta la carriera sportiva: un allenatore, un esperto di ciclismo, un saggio, cui Filippo Timo dedica alcune tra le pagine più efficaci. Poi ci sono i grandi nomi del ciclismo della prima metà del Novecento, da Giovanni Rossignoli a Costante Girardengo, Learco Guerra, Giovanni Cuniolo che terranno a battesimo il giovane prodigio.
 
E poi c’è il toscanaccio, il Gino Bartali di Ponte a Ema, che, quando Fausto cominciò a fare sul serio, aveva già vinto due Giri d’Italia ed era l’esempio da eguagliare, il capitano della squadra cui obbedire, prima che l’avversario da superare. Più che il rivale di Coppi, Bartali emerge da queste pagine come l’altro eroe del racconto, non tanto per quei gesti di sportività come la borraccia scambiata sui passi alpini, o per il ruolo simbolico avuto nei momenti cruciali come le elezioni del 1948, quanto per una costante presenza anche nei momenti più difficili. Non a caso, uno degli ultimi progetti di Fausto, prima di morire, a quarant’anni, era la creazione di una società sportiva con Ginettaccio.La purezza dello sguardo e la passione di Filippo Timo sono capaci di restituirci tutta la personalità di Coppi: l’umiltà, la timidezza, la determinazione, il talento, la fragilità.
 
La serietà della ricerca ci chiarisce pezzi poco studiati della biografia del Campionissimo, come la prigionia in Tunisia e Algeria, nel 1943-’44, il lavoro di attendente del tenente inglese Towell alla reggia di Caserta - dove poté allenarsi grazie a una bicicletta donatagli dal falegname D’Avino di Somma Vesuviana - il ritorno a casa, pedalando in un solitario giro dell’Italia appena uscita dalla guerra. Dal racconto non manca nessuna gara, nessuna vittoria, nessuna sconfitta. E nemmeno gli scandali. Ma quel che c’è è soprattutto l’uomo Coppi. E un pezzo della nostra storia.
 
 
Per informazioni e acquisto libro
“Viva Coppi!”
scrivere e-mail: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 
< Prec.   Pros. >