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Gli strascichi della Milano-Sanremo d'epoca 2015 PDF Stampa E-mail
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Breve lettera aperta

Passati alcuni giorni dalla Milano-Sanremo d’epoca, credo di poter esprimere il mio pensiero e le mie considerazioni dato che ho personalmente organizzato le edizioni rievocative nel 2012 e 2013.

di Carlo Delfino
(scrittore e storico del ciclismo)
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Varazze (SV) 25 marzo 2015. Quest’anno il movimento velocipedistico si è diviso, per motivi che non vado a sindacare ma, che pur futili e inconsistenti, possono anche essere leciti, in tre manifestazioni, nell’ordine: Gran Corsa di Primavera organizzata da Associazione Sportiva Dilettantistica Bassano del Grappa (VI) (tre tappe da Milano); la Classicissima d’Epoca degli eroici-Memorial Girardengo organizzata da Gesco Alassio (SV) (soluzione unica partenza da Conca Fallata-Milano; la Classicissima d’Epoca Memorial Girardengo 3° edizione, sempre organizzata da Gesco Alassio (due tappe da Novi Ligure).
 
 
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Comincio col dire che, pur pressato da impegni di lavoro, ho collaborato (quando interpellato e richiesto) con tutte e tre le realtà interessate dati i rapporti di vecchia e consolidata amicizia con alcuni membri organizzatori. Posso inoltre affermare che ho seguito più o meno direttamente su strada l’evolversi dei tre eventi e mi complimento per la gestione della corsa e la raggiunta notevole visibilità.
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Ho saputo però anche, che pochi giorni prima del via, da parte di un gruppo c’era stata la proposta molto sensata di convolare ad un unico arrivo a Sanremo, data la comune matrice culturale e l’amicizia di molti dei partecipanti, proposta in pratica respinta al mittente con una missiva “irricevibile”.
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Mi sembra assurdo che si vengano a creare dei contrasti nel mondo dei ciclostorici, contrasti che sorgono soprattutto quando vengono a prevalere personalismi e “diktat”. Il mio invito è quindi quello, dopo i dovuti chiarimenti, di stemperare le polemiche e stringere i cinghietti per continuare la pedalata nella nostra passione.
 
A completamento dell'articolo "Gli strascichi della Milano-Sanremo d'epoca 2015" e per far chiarezza su quando accennato dal sig. Delfino, pubblichiamo la lettera inviata in data dal 27 Febbraio 2015 dal sig. Segalini Davide al sig. Luca Maria Chenet - GRAN CORSA di Primavera - e la relativa lettera di risposta. Si lasciano ai lettori le considerazioni del caso ed ai diretti interessati la possibilità di replica.
 
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Cremona 27 febbraio 2015 
 
Buongiorno,
sono Segalini Davide,
responsabile della Classicissima d’epoca in tratta unica che vedrà il ricongiungimento su capo Berta con i colleghi che effettueranno il percorso in 2 giorni.
Ognuno avrà le proprie idee e convinzioni su come sia arrivati a questa duplice riproposizione della Milano Sanremo con bici d’epoca, e non è mio obiettivo arrivare ora ad una soluzione anche se nell' immediato futuro auspicherei un incontro chiarificatore.
Ciò che spinge in mio gruppo di ciclostorici di cui io sono solamente il referente per questa manifestazione (ma sono certo lo sia anche per parecchi che partecipano alla Gran Corsa) è la passione per il ciclismo d’epoca e la volontà di riproporre il più fedelmente possibile quello che erano le prime edizioni della Classica di primavera.
Nessun secondo fine e nessun ritorno, anzi solo tanto tempo speso per questa causa. Credo convenga con me che questa duplice riproposizione non sia assolutamente un bene per il movimento del ciclismo d’epoca e per la sua credibilità agli occhi esterni.
Entrambi abbiamo i contatti con RCS ed i permessi per poter transitare sotto lo striscione d’arrivo in via Roma. Ho parlato in mattinata con Bellia e come Classicissima d’Epoca (GESCO) siamo disponibili ad un arrivo unico a gruppo compatto, sotto lo striscione di via Roma.
Questo eviterebbe tra l’altro un doppio lavoro ai responsabile di RCS dell’arrivo a Sanremo. Non la vedo come una sfida a quale delle 2 manifestazioni avrà più risonanza, sono il primo che ha tentato sino all’ultimo di evitare questa duplice riproposizione (che ha privato la presenza di tanti ciclostorici ad entrambe le manifestazioni e ne ha messe altre in difficoltà), ma come una dimostrazione di compattezza e credibilità del movimento.
Avremo poi il tempo di spiegarci sui motivi e malintesi che hanno portato a questa assurda situazione. Resto in attesa di una sua cortese risposta ed a disposizione per chiarimenti
 
Saluti e buona giornata
Segalini Davide
 
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Gentile Sig. Davide Segalini c.p.c. Gentile Sig.ra Michela Piccioni c.p.c. Gentile Sig. Alessio Stefano Berti
 
Bassano del Grappa 09 Marzo 2015
 
Egregio Signor Segalini,
La ringrazio fin d’ora per la Sua cortese e-mail che mi ha fatto pervenire.
Mi scuso fin d’ora del ritardo nel risponderLe, come può immaginare siamo in chiusura con molte attività che riguardano la Gran Corsa.
Nel risponderLe, mi sono permesso di inserire in copia per conoscenza anche la Sig.ra Piccioni ed il Sig. Berti, visto il loro coinvolgimento telefonico che c’è stato. Spero non sia un problema.
Credo senza alcun dubbio, di essere l’ultimo arrivato in questo meraviglioso mondo che è il “ciclismo d’un tempo” e sicuramente sono l’ultimo che si può permettere di esprimere un’opinione, ma ho avuto la fortuna o sfortuna di frequentare il mondo del ciclismo professionistico, più per lavoro che per passione, e questo mi ha permesso di osservare molti aspetti rispetto a chi si accosta a questo mondo, per passione.
L’aver frequentato l’entourage di quella incredibile squadra che è stata il World Cycling Team della Mapei, negli anni d’oro, mi ha permesso di avvicinarmi a questo mondo, prendendo in considerazione professionalmente la realtà del ciclismo in versione vintage.
Io non conosco nel dettaglio quali siano i motivi per cui ci sia stata questa forte divisione, e sono d’accordo con Lei quando mi dice che questo fa male all’intero movimento.
Però mi chiedo anche che senso ha organizzare un evento che non vede nessuno e che ha non avrà un grande seguito di persone?
Se si vuol far crescere e mantenere alto il livello di partecipazione al movimento, trovo opportuno applicare tecniche di comunicazione e visibilità di alto livello, perché chi vede da fuori il “nostro mondo” ha come riferimento, quello di chi svolge per professione questa attività, nella fattispecie la RCS Sport.
Sono stato Presidente del Comitato della 19.a Tappa del Giro d’Italia 2014, la cronoscalata Bassano del Grappa – Cima Grappa, e le posso assicurare che il livello di attenzione è massimo, le cose improvvisate e raffazzonate alla RCS non le vogliono proprio.
La nostra associazione, la LCA, è nata con questo intento, organizzare eventi professionalmente proprio per far crescere bene e con un’ottima immagine il movimento.
Dopo aver ricevuto le due telefonate di Michela ed Alessio, e la Sua e-mail ci siamo confrontati, per capire come potevamo essere d’aiuto al movimento; ci viene chiesto di poter transitare assieme sotto al traguardo della “106.a Milano-Sanremo”, di per sé io potrei anche essere d’accordo, lo trovo però poco onesto e corretto nei confronti dei nostri iscritti.
I nostri iscritti hanno risposto in noi la fiducia, e come LCA non possiamo tradirla.
Mi rendo conto nello stesso tempo però, che rappresentare in modo sgretolato il movimento sarebbe sicuramente una brutta immagine.
Mi perdoni però una considerazione, noi non siamo mai stati avvicinati da nessuno per evitare che questo accada, è vero che nemmeno noi abbiamo cercato qualcuno, dalla nostra però abbiamo dato un taglio qualitativo di visibilità e professionalità.
Vado a concludere, da parte Vostra ci viene chiesto di arrivare assieme, e visto che siete Voi a chiederlo, mi permetto di fare la seguente proposta: versate la quota di iscrizione alla nostra manifestazione, in questo modo rientrerete come iscritti alla “Gran Corsa di Primavera da Milano a Sanremo” ed a pieno titolo transiteremo assieme sotto allo striscione della “106.a Milano-Sanremo”.
Io credo che in questo modo il movimento ne trarrà vantaggio, e visto che Vi sta molto a cuore sono certo che concorderà con noi che è un giusto compromesso.
La ringrazio per il tempo che mi ha dedicato nel leggermi, resto a Sua disposizione per ogni confronto a patto che sia leale e sereno, mi è gradita l’occasione per porgere distinti saluti.
Luca Maria Chenet (Presidente)
LCA Associazione Sportiva Dilettantistica
 
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